REPUBBLICHE BALTICHE 2013

L’itinerario della Lega Anseatica (Repubbliche Baltiche) lungo il mar Baltico fino ai paesi del nord si caratterizza per la tranquillità,i suggestivi scenari e l’aspetto trasognato.Il tempo sembra esseri fermato e lo straordinario paesaggio costiero e non di meno la parte interna verso il confine Russo e Bielorusso,i villaggi e le città sono pervasi da un’atmosfera magica.Partiamo con ordine,lasciato casa in direzione nord, si costeggia il ramo orientale del lago di Como fino a imboccare la Val Chiavenna dove passiamo il confine con la Svizzera, per immetterci nella bellissima Engadina una valle nel cantone dei Grigioni e percorrerla tutta fino a Martina dove si passa il confine con l’Austria.

Entrati in territorio austriaco, velocemente passiamo Landeck per arrivare nelle vicinanze di Innsbruk, dove fatto il Scharmitzpass, entriamo in Germania dove ci fermiamo per una sosta nel grazioso paesino di Mitterwald.Questo piccolo e grazioso villaggio alpino,che si trova ai piedi dei monti del Karwendel e a pochi km. da Garmisch e dal confine con l’Austria,è rinomato per le sue belle case affrescate e per una particolarietà che deriva dall’antica arte italiana della liuteria.Goethe mentre si recava in Italia per il suo famoso viaggio vi soggiornò e la definì”UN VIVACE LIBRO ILLUSTRATO”.Da qui si riparte per Monaco di Baviera copolinea della nostra prima tappa,passando dal lago Walchensee.

Monaco,capoluogo della Baviera,è una città multi etnica, dove si fondano insieme tradizione e modernità.E’ nota come metropoli non che la città più settentrionale d’Italia.Sede delle olimpiadi del 1972 Monaco di Baviera è un importante centro turistico.

Lasciata alle spalle Monaco entrati in Repubblica Ceca ci dirigiamo attraverso la ss442 alla cittadina di ZITTAU in Sassonia ancora in Germania.Avreste mai pensato che propio nel punto in cui Germania Polonia e Repubblica Ceca formano un triangolo si trova una delle città più ricche dell’Alta Lusazia? La fama della ricchezza di ZITTAU fece in passato il giro del mondo.Situata lungo le antiche vie del commercio,tra la Boemia e il Mar Baltico,la città era un importante centro per il commercio.Aggirarsi oggi per il centro storico,interamente conservato è come fare un vero e propio viaggio nel tempo. Da non dimenticare una piccola passeggiata tra le vie del quartiere degli artisti.

Entrati in Polonia , accolti da un gran numero di cicogne, sia sui nidi che lungo i campi,  ci dirigiamo verso TORUN su strade molto trafficate da mezzi pesanti, bilici e camion a rimorchio,con il manto stradale segnato da solchi molto profondi dovuti al passaggio dei suddetti mezzi.TORUN è una delle città più belle della Polonia,situata nel nord del paese e lungo il corso della Vistola,l’abitato è uno dei centri più antichi della nazione,uno dei pochi ad essere sopravissuto intatto ai danni della seconda guerra mondiale.Ha origine nel XII sec. e raggiunge il periodo di maggiore splendore durante il medioevo,quando divenne membro della LEGA ANSEATICA.Qui nel 1473 ebbe i natali il grande astronomo COPERNICO.Da quando nel 1997 è stata iscritta dall’UNESCO nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità,è diventata anche il centro di un intenso richiamo turistico e culturale. Oggi tutti parlano del centro storico di TORUN come uno dei luoghi da vedere almeno una volta nella vita.

Lasciato Torun ci dirigiamo verso la Lituania, dove la nostra prossima sosta è la città di Kaunas.Passate le città polacche di Olsztyn e Augustow,nella zona dei laghi,molto bella,entriamo in terra Lituana.Ad attenderci è Kaunas,la seconda città per importanza della Lituania

Prossima tappa la penisola di Neringa e sosta a Siauliai dove visitiamo la famosa Collina Delle Croci.Dal punto di vista geografico, la penisola di Neringa è più propriamente un lido, ossia una formazione tipica dell’ambiente lagunare formatasi con il progressivo accumulo di sedimenti sabbiosi e che di fatto isola la laguna interna dal mare aperto.La punta settentrionale della stessa è separata dalla città di Klaipeda e dalla Lituania continentale da un canale largo 300 metri grazie al quale la laguna interna comunica direttamente col Baltico. Il punto più largo misura 3,8 km e si trova presso Nida nella parte lituana, mentre il punto più sottile è rappresentato da un istmo alla base della penisola, presso il paese russo di Lesnoje, che misura 380 m di larghezza.La penisola è costituita esclusivamente da sabbia ed è caratterizzato da enormi dune mobili alte fino a 60 metri, che nei secoli passati hanno letteralmente inghiottito interi paesi. La grande duna di Nida in Lituania è una delle maggiori d’Europa e viene anche chiamata il “Sahara della Prussia Orientale”.Per la sua rara bellezza paesaggistica, l’Unesco ha iscritto la penisola nel 2000 tra i Patrimoni dell’Umanità. L’ecosistema delle dune è oltretutto minacciato, dalla parte russa, dall’urbanizzazione selvaggia e dal disboscamento. La penisola di Neringa è popolata da alci,caprioli volpi e cinghiali, nonché 900 varietà di piante; è anche un’importante luogo di sosta per oltre un milione di uccelli migratori.

La Collina delle Croci (in lituanoKryžių Kalnas) è un luogo di pellegrinaggio ed una meta turistica che si trova nei pressi della città lituana di Siauliai lungo la strada E77 che collega Kaliningrad a Riga.Si tratta di una piccola altura su cui si ergono oltre cinquantamila croci, piantate per devozione dai pellegrini secondo una tradizione popolare che dura da alcuni secoli, ma che ha preso un enorme impulso nella seconda metà delXX secolo come simbolo dell’identità nazionale lituana. Nel 1900 c’erano soltanto 130 croci sulla collina.Durante l’epoca sovietica, per tre volte le croci della collina furono completamente abbattute con le ruspe per disposizione del regime comunista, ma ogni volta ricomparivano sempre più numerose. Oggi si contano circa 56.000 croci di ogni dimensione, foggia e materiale, da piccole croci in plastica fabbricate in serie a croci artistiche monumentali.La Collina delle Croci fu visitata il 7 settembre 1993 da papa Giovanni PaoloII. Il crocefisso da lui donato è stato posto ai piedi della collina.

Da Siauliai una sessantina di Km. siamo già sul confine con la Lettonia altra nazione Baltica dove, passata la città di Jelgava arriviamo nella capitale Riga.Capitale della Lettonia è stata fondata nel 1201, è caratterizzata da uno stile unico e speciale. Tra le vie della città potrete infatti ammirare la fantastica architettura Art Nouveau, proprio per questo motivo la capitale lettone viene soprannominata “la Parigi del Baltico”. Altro nomignolo dato a questa città è la “città dei musei” poiché se nè possono trovare numerosi, più di 50. Il centro storico di questa piccola capitale è pieno di colori che rendono l’atmosfera magica e unica. Se d’inverno la neve ricopre questa cittadina rendendola un incanto, d’estate questa si risveglia riscoprendo le sue piazze che si popolano di turisti e lettoni nei numerosi baretti e ristoranti del centro.La sua posizione strategica la rende la meta ideale per il vostro viaggio sul Baltico, essendo appunto vicina a Tallinn, Vilnius, Stoccolma ed Helsinki.Il centro storico di Riga è stato riconosciuto patrimonio dell’UNESCO, e viene chiamato dagli abitanti Riga Vecchia ovvero Vecrīga. Tra le vie di questa città si possono respirare note svedesi, danesi, finlandesi e sovietiche. Ricordiamo che la Lettonia è indipendente dalla dominazione russa da 20 anni, e a differenza dei suoi vicini Estoni ha ancora la propria moneta, ovvero i LATS.Nel centro sono inoltre presenti diverse chiese che meritano una visita, oltre al duomo potrete trovare la chiesa di San Giacomo e quella di San Pietro. Famosissima come mescolarsi di stili e religioni la cattedrale di Riga, dove è presente uno degli organi più grandi al mondo. Spostandosi dalla città vecchia si potranno trovare vie uniche al mondo dove sono i diversi palazzi liberty a farla da padrone, e il mercato centrale. Una visita al mercato è sicuramente un’esperienza unica si può trovare, infatti, di tutto e di più, elemento particolare è la sua struttura, poiché questo è stato allestito all’interno di 5 hangar dei dirigibili Zeppelin.Quindi non solo cultura e arte, ma anche cucina e nightlife. Infatti se il centro di giorno è la culla dei turisti, di notte si trasforma offrendo diverse tipologie di locali e discoteche ai suoi visitatori.Altro punto focale da non dimenticare è il Castello di Riga, ad oggi residenza del Presidente della Repubblica Lettone e museo di arte e di storia lettone.

Lasciata Riga, bellissima capitale della Lettonia, ci dirigiamo a nord attraverso la SS67 Baltica che costeggia tutto il golfo di Riga, dove dal paese di Ikla passiamo la frontiera ed entriamo in Estonia.Qui ironia della sorte esattamente sul confine il tachimetro della nostra moto tocca i 50.000 Km.Arrivati a Parnu che merita una visita perchè è attualmente è un’importante località marina della costa estone, con una lunga spiaggia sabbiosa.Il clima relativamente mite, grazie anche al golfo naturale che la ripara, ne fa una tradizionale località di villeggiatura e di cure termali. Il primo stabilimento balneare venne aperto nel 1838, la città acquisì gradualmente l’aspetto di una centro turistico di fama internazionale che richiama i suoi turisti e visitatori per i fanghi terapeutici e le sue spiagge dorate. I sovietici durante l’opprimente occupazione, salvarono solo l’area turistica dalla distruzione. In questo periodo il porto della città venne chiuso ai traghetti stranieri e fu utilizzato solo per la pesca locale. Con il ritorno dell’indipendenza estone, dal 1991, molte parti della città vecchia sono state abilmente restaurate e il porto è tornato a vivere.Il viaggio prosegue in direzione Tallinn capitale Estone.Tallinn mantiene intatto il fascino di città medievale grazie ad una sapiente opera di ristrutturazione delle sue bellezze artistiche. La città si affaccia sul Golfo di Finlandia ed è dominata da Toompea, la collina che ha dato i natali al primo nucleo urbano. Al di sotto, la All-linn, la città bassa, uno dei centri storici meglio conservati in Europa è, insieme al primo, parte del Patrimonio UNESCO sin dal 1997. I Paesi Baltici sono un affascinante incontro di culture e Tallinn è sempre stata pronta a riceverle tutte. L’entrata nell’Unione Europea e il recente arrivo dell’Euro hanno segnato un nuovo capitolo nella pur ricca storia della città, rafforzato anche dalla  nomina a Capitale Europea della Cultura 2011.

Con Tallinn abbiamo toccato il punto più settentrionale del nostro viaggio,anche se ci manca ancora da visitare ,Vilnius,capitale della Lituania. Ora si cambia rotta e incominciamo il rientro.Abbiamo deciso di ripercorrere verso sud le Repubbliche Baltiche,  tenendoci spostati più a est e facendo una sola tappa una fino a Vilnius.Dalla città di Johvi costeggiando il lago Peipus che segna la maggior parte del confine estone con la Russia,è il quarto lago europeo per estensione,le rive sono ricoperte in gran parte da canneti.Veloce visita a Tartu e poi via verso Vilnius.Ad Ajuksne ci aspetta una sorpresa,la strada programmata sono 100Km di sterrato fuori dal mondo,paesini inesistenti,solo qualche, chiamiamola casa,cell. senza copertura, per noi ormai la famosa P38,velocità di crociera 30/35 con punte da 50.Così il nostro arrivo previsto nel pomeriggio a Vilnius è slittato a sera.

Di buon mattino lasciamo l’ultima capitale baltica e percorrendo la E28 e E67ci dirigiamo verso la capitale della Polonia, Varsavia,nostra prossima meta.La Varsavia attuale è essenzialmente  rinata nel dopoguerra: le sue poche zone storiche sono state meticolosamente ricostruite, ma la maggior parte del paesaggio urbano è moderno.La Vistola attraversa la città formando due parti nettamente diverse: la sponda occidentale sul lato sinistro del fiume comprende il centro vero e proprio e la città vecchia a nord, quasi tutte le attrazioni oltre alla maggior parte delle strutture turistiche si trovano da questo lato del fiume; la sponda di destra, il sobborgo di Praga, non ha luoghi di interesse turistico ed è praticamente disertata dai visitatori.La città vecchia è stata ricostruita dalle fondamenta perché dopo la guerra non era altro che un cumulo di macerie. La monumentale ricostruzione, intrapresa tra il 1949 e il 1963, ha mirato a ricostruire l’aspetto della città nel suo periodo migliore, il XVII e il XVIII secolo. La piazza della città vecchia è oggi un’armonica unione di Rinascimento, Barocco e Gotico. È un luogo vivace e d’atmosfera, pieno di caffè all’aperto e bancarelle artistiche. Il Museo Storico di Varsavia occupa l’intero lato settentrionale della piazza ed espone un’impressionante documentazione sulla distruzione e la ricostruzione della città, oltre a splendide e ben allestite collezioni relative alla storia passata della città.Il principale viale di Varsavia è la Via Reale, che va da nord a sud dal Castello Reale al Palazzo Lazienki, la residenza reale estiva. Ricca di chiese, palazzi, gallerie e musei, è una delle più grandiose strade d’Europa. A circa metà strada, uno squallido e repellente edificio ospita il Museo Nazionale, vero tesoro d’arte antica e contemporanea, tra cui spicca una magnifica collezione di affreschi staccati da una primitiva cattedrale cristiana a Pharos, nel Sudan, risalenti a un periodo tra l’VIII e il XII secolo.Dal Palazzo Reale è possibile raggiungere facilmente la Cattedrale di San Giovanni, collegata al Palazzo Reale tramite un ponte coperto, per ammirare le bellissime opere gotiche di Wit Stwosz. Anche la cattedrale è stata distrutta nel corso dei bombardamenti ed integralmente ricostruita. Il ponte coperto che collega il Palazzo Reale alla cattedrale era stato originariamente costruito per proteggere i monarchi polacchi dopo il tentato assassinio di Zygmunt III.Nell’area che ospitava il ghetto ebraico durante gli anni dell’occupazione Nazista sono conservati alcuni monumenti molto significativi che commemorano questo periodo della storia di Varsavia: l monumento che sorge nella Umschlagplatz fu eretto negli anni ’80 per commemorare il luogo in cui venivano radunati gli Ebrei prima di essere trasportati a Treblinka. Al centro dell’area sorge il Monumento agli Eroi del ghetto e, a breve distanza, il Monumento dedicato alla sollevazione di Varsavia, che commemorano gli eroi che nel 1944 si opposero all’occupazione nazista e alla deportazione degli Ebrei.

Da Varsavia, non poteva mancare, dal nostro giro, un pellegrinaggio  a quello che è stato una delle più grosse vergogne dell’umanità.Mi riferisco ai due campi di concentramento di AUSCHWITZ-BIRKENAU.Ogni commento sarebbe superfluo a tutto quello che è stato detto e scritto.Per capire bene cosa vuol dire bisogna almeno una volta nella vita visitarli.

Il viaggio continua,scendiamo verso la Slovacchia passando da Cracovia dove un forte temporale non ci permette la visita della città,sarà per un altra volta.Ci dirigiamo a Bratislava capitale Slovacca, dopo la divisione con la Cechia. È l’unica capitale a “confinare” con due Stati. Bratislava e Vienna sono anche le due capitali più vicine d’Europa, essendo distanti tra loro 60 km ca.Bratislava è una scoperta. Negli anni scorsi molte persone che volevano risparmiare durante una loro visita a Vienna facevano per così dire i pendolari tra la capitale austriaca e Bratislava, la capitale della Slovacchia. Spendevano meno per dormire e per mangiare e andavano a Vienna in meno di un’ora. Ma Bratislava non è affatto un ripiego ed è una città viva e piena di iniziative che vale la pena di essere visitata. Come Vienna è bagnata dal bel “Danubio blu”.

Ormai il nostro giro sta volgendo al termine, dopo aver attraversato 10 nazioni e percosso quasi 6.000 Km, da Bratislava imbocchiamo l’unica autostrada di di tutto il tour che ci porta a Vienna,dove decidiamo di oltrepassarla in quanto già visitata 3 volte.Proseguiamo e ci fermiamo a Linz per una visita alla città e per sgranchirci un po le gambe in quanto abbiamo deciso di rientrare a casa con due giorni in anticipo.

 

 

 

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